Le parole scritte sulla sabbia. Un ascolto personale di “Ashi ni Suna”, tratta dall’album di imminente uscita SLOW

È uscito il brano “Ashi ni Suna” di Small Circle of Friends, e ho avuto l’onore di ascoltarlo in anteprima qualche giorno fa.
Ho scoperto la musica di Satsuki e Riki quasi per caso, sfogliando le pagine della rivista giapponese 2ND. Un’intervista mi colpì per lo stile elegante e autentico con cui si raccontavano. Solo più tardi scoprii che Satsuki è anche una fashion designer, e che il suo stile — asciutto, essenziale, profondamente poetico — è da me profondamente ammirato.
Da alcuni anni collaboriamo anche per il mio progetto 1ST PAT-RN. Con grande generosità, mettono a disposizione i loro brani come colonne sonore dei miei video di backstage. Un percorso in cui stile e musica si incontrano, e si completano.
In realtà, senza saperlo, il mio primo contatto con la loro musica era avvenuto molto prima, in modo quasi subliminale: “Sitting on the Fence”, un loro brano degli anni ’90, era incluso nella compilation Multidirection di Brownwood Records.
Un filo invisibile, come spesso accade con le cose che contano davvero.
Nel tempo ho recuperato quasi tutti i loro lavori in formato CD e ho avuto la fortuna di assistere a due loro serate a Tokyo: una al mitico Bar Music, e un’altra in un piccolo bar/ristorante di cui purtroppo non ricordo il nome, ma che custodisco nella memoria come uno dei momenti più intimi e coinvolgenti vissuti con la loro musica.
Small Circle of Friends è un progetto che mescola con naturalezza elettronica, jazz, campionamenti scelti con profonda conoscenza (come certi frammenti di Lou Rawls in “Lover Holidays” e già si capisce…), e un’estetica sonora fatta anche di brevità: brani di uno o due minuti che sembrano pensieri, respiri, appunti musicali.
Io li chiamo condivisioni di creatività: piccoli mondi sonori che stimolano i sensi e, almeno nel mio caso, fanno nascere idee, visioni, dettagli dimenticati.
Quando progetto, sono estremamente esigente sul piano sonoro — e a dire il vero lo sono quasi sempre. Le mie playlist, i miei vinili, le mie audiocassette degli anni ’80 o i CD sono pensati per essere un’estensione naturale di carta e matita.
Ogni collezione nasce anche da un tappeto sonoro: musica e memoria intrecciate nella ricerca.
Quando ascolto i frammenti emozionali di Small Circle of Friends — che sia in auto, nel mio studio o seduto su uno sgabello al Bar Music di Shibuya — non importa: è come se fossi sempre in viaggio.
E quel viaggio porta alla luce un tipo di euforia creativa che nessuna sostanza potrebbe mai dare.
Perché solo la musica può innescarla: sinapsi fatte di ricordi e stimoli che si trasformano in collezioni, grafiche, concetti, tessuti.
Ho tradotto il testo di “Ashi ni Suna” e con sorpresa — o forse no — mi ha colpito nel profondo.
Parla di due persone che camminano lungo la battigia, in una spiaggia fuori stagione. Parole scritte sulla sabbia, che il mare cancella. Una distanza sottile tra ciò che si sente e ciò che si riesce a dire.
“Il mare di marzo è gelido,
camminiamo fianco a fianco stringendoci nelle spalle.
Manteniamo quella distanza incerta,
tra lo stare vicini e non esserlo affatto.”
Ecco, in questa frase mi sono riconosciuto, da ragazzo, in uno dei miei primi amori. Cambiava la stagione — era estate, non marzo — ma la sensazione era la stessa: due persone, una spiaggia, parole non dette, e un addio.
Questi momenti restano.
Fanno parte di quelle esperienze che solo la musica, a distanza di anni, riesce a riportare alla luce nella loro piena vivezza.
E mi viene da dire: per fortuna.
Perché se le abbiamo vissute, e se una musica, un testo o anche solo un frammento ne risveglia il ricordo, allora quel momento ha avuto un valore immenso.
Se non conoscete il progetto di Satsuki e Riki, vi invito a scoprirlo.
Su YouTube trovate anche video tratti dall’album FUTURE, che è tra i miei preferiti, e il brando DAI DASSOU è un emblema per me, o STEREO, solo per citarne un’altro.
Ma davvero, tra le decine di lavori come tutto il progetto LoopLaunch o il lavoro che fanno con RADIO STUDIO75 è difficile scegliere, è un viaggio infinito.
E ora arriva SLOW, il nuovo album.
Un consiglio che vi do dal profondo del cuore: ascoltatelo con calma, e lasciatevi attraversare.